Ti è mai capitato di guardare il tuo cane mentre esegue un comando e sentire che, nonostante l'obbedienza, manca qualcosa? Magari si siede perfettamente, ma il suo sguardo è spento, o la coda è bassa. O forse, al contrario, hai un cane che in casa è un angelo ma fuori sembra dimenticarsi della tua esistenza.
Spesso, nel mondo della cinofilia classica, ci si concentra sulla performance: seduto, terra, resta, piede. Trattiamo il cane come un software da programmare: se premo il tasto giusto, ottengo la risposta giusta.
Ma tu non sei un programmatore e il tuo cane non è un robot. In Maya2009 APS, crediamo che sia arrivato il momento di cambiare paradigma. È il momento di passare dall'addestramento militare al coaching relazionale.
La differenza tra "Eseguire" e "Scegliere"
Immagina la differenza tra un soldato che esegue un ordine per paura della corte marziale e un atleta che segue le indicazioni del suo allenatore perché si fida della sua visione. Il primo esegue. Il secondo collabora.
Quando applichiamo il coaching umanistico alla relazione con il cane, smettiamo di chiedere: "Come faccio a fargli fare quello che voglio?". Iniziamo invece a chiederci: "Come posso aiutarlo a esprimere il suo potenziale e a sentirsi sicuro accanto a me?".
Un cane "addestrato" può eseguire un richiamo meccanicamente. Un cane "educato" ed emotivamente connesso torna da te perché tu sei la sua base sicura, il posto più bello del mondo dove stare.
Riconoscere l'Unicità: Il tuo cane non è "tutti i cani"
Uno dei pilastri del coaching umanistico è il riconoscimento dell'unicità dell'individuo. Questo vale anche per i nostri amici a quattro zampe. Spesso etichettiamo i comportamenti come "disubbidienza" o "dominanza", ignorando chi abbiamo davanti.
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Quel cane che tira al guinzaglio è davvero testardo, o forse è un esploratore curioso che non sa come gestire la sua energia?
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Quel cane che abbaia agli altri è aggressivo, o sta urlando la sua paura perché non si sente tutelato?
Il nostro compito, come proprietari-coach, non è sopprimere questi comportamenti con la forza, ma ascoltarli. Dobbiamo capire la vocazione del nostro cane e aiutarlo a trovare il suo posto nel mondo, rispettando la sua natura
Diventare una Guida Empatica e non un Dittatore
Per far fiorire il tuo cane, il cambiamento deve partire da te. Il coaching cinofilo lavora sul binomio. Il guinzaglio è come un filo del telefono: trasmette le tue emozioni direttamente al collo (e al cuore) del cane. Se sei ansioso, frustrato o arrabbiato, il tuo cane lo sentirà prima ancora che tu apra bocca.
Ecco cosa significa essere un Coach per il tuo cane:
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Coerenza: Non dare ordini contrastanti. Sii limpido nelle tue intenzioni.
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Empatia: Chiediti sempre "Come si sente il mio cane in questa situazione?".
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Pazienza: La crescita richiede tempo. Non cercare la scorciatoia, goditi il viaggio.
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